Come investire i risparmi: guida semplice per iniziare con gli ETF
Dopo aver imparato a risparmiare, gestire il fondo di emergenza e scegliere tra conto corrente e conto deposito, il passo successivo è far crescere i risparmi: ecco come iniziare con ETF e PAC.
Perfetto, allora allarghiamo l’articolo rendendolo più approfondito e descrittivo. Questo può diventare uno degli articoli principali del sito perché intercetta chi passa dal risparmio agli investimenti.
Dal risparmio agli investimenti
Se sei arrivato a questo punto probabilmente hai già fatto i primi passi importanti nella gestione del denaro: hai iniziato a risparmiare con cashback e hai approfittato delle agevolazioni per studenti e giovani, hai creato un fondo di emergenza, hai capito la differenza tra conto corrente e conto deposito, e magari hai anche iniziato a informarti su TFR e previdenza.
Queste sono le vere basi della finanza personale. Molte persone iniziano a investire senza aver sistemato queste cose, e spesso fanno errori perché si concentrano subito sui guadagni senza prima costruire una base solida.
Il percorso corretto di solito è questo:
Imparare a risparmiare
Ridurre le spese inutili
Costruire un fondo di emergenza
Gestire la liquidità tra conto corrente e conto deposito
Capire TFR e previdenza
Solo dopo iniziare a investire con costanza nel lungo periodo
Investire non serve per guadagnare velocemente, ma per far crescere i risparmi nel tempo e proteggerli dall’inflazione.
Quanto dei risparmi investire
Una delle domande più comuni è: quanti soldi bisogna investire? La risposta è che non bisogna investire tutti i risparmi. I soldi devono avere funzioni diverse e quindi devono essere divisi in categorie. Possiamo immaginare i nostri soldi divisi in questo modo:
Liquidità per le spese quotidiane (es. circa il 20%)
Fondo di emergenza per imprevisti (es. 20%)
Risparmi da far crescere nel tempo (es. 40%)
Piccola parte per investimenti più rischiosi (es. 20%)
Queste percentuali non sono regole fisse, ma servono per capire un concetto fondamentale: i soldi che investiamo sono soldi che non devono servirci nel breve periodo.
Se sai che tra 1–2 anni dovrai comprare un’auto o cambiare casa, quei soldi non dovrebbero essere investiti in strumenti volatili come ETF o azioni.
Investire significa accettare il rischio
Quando si investe bisogna accettare che il valore degli investimenti può salire e scendere nel tempo. Questo è normale e fa parte del gioco. Esiste una relazione molto semplice tra rischio e rendimento:
Investimenti sicuri → rendimento basso
Investimenti più rischiosi → rendimento potenzialmente più alto
Possiamo immaginare una scala del rischio:
Conto corrente → rischio quasi zero, rendimento zero
Conto deposito → rischio molto basso
Obbligazioni → rischio medio-basso
ETF → rischio medio
Azioni → rischio medio-alto
Criptovalute → rischio molto alto
Per chi inizia a investire, uno degli strumenti più utilizzati e più semplici sono gli
ETF, sopriamo perché.
Cosa sono gli ETF
Gli ETF sono fondi di investimento che replicano un indice. In parole semplici, invece di comprare le azioni di una singola azienda, comprando un ETF si investe contemporaneamente in tante aziende o in tanti titoli.
Ad esempio:
Un ETF sull’S&P 500 replica le 500 aziende più grandi degli Stati Uniti
Un ETF MSCI World replica centinaia di aziende dei paesi sviluppati
Un ETF obbligazionario replica un insieme di obbligazioni
Un ETF settoriale replica aziende di un settore specifico come tecnologia o energia
Questo significa che con un solo investimento si ottiene subito una grande diversificazione. Diversificare è fondamentale: se un asset non rende quanto sperato, gli altri possono compensare la perdita, evitando che il patrimonio complessivo ne risenta.
Ma gli ETF sono molto diffusi anche perché: hanno costi bassi, sono facili da comprare, sono adatti ai principianti, sono perfetti per investimenti nel lungo periodo, possono essere usati per piani di accumulo mensili.
In pratica, gli ETF permettono di investire in borsa in modo semplice senza dover scegliere singole azioni.
I principali tipi di ETF
Non tutti gli ETF sono uguali. Esistono diverse categorie e ognuna ha caratteristiche e rischi diversi.
Gli ETF azionari investono in aziende e sono quelli con più crescita nel lungo periodo, ma anche con più oscillazioni e quindi più rischiosi per l’investitore.
Gli ETF obbligazionari investono in obbligazioni e sono generalmente più stabili ma con rendimenti più bassi.
Gli ETF geografici permettono di investire in aree specifiche del mondo, ad esempio: Stati Uniti, Europa, Paesi sviluppati, Mercati emergenti, ecc.
Gli ETF settoriali permettono di investire in settori specifici come: Tecnologia, Energia, Sanità, Intelligenza artificiale, Robotica, Energia rinnovabile, ecc.
Molti portafogli semplici sono composti da: un ETF azionario mondiale, un ETF obbligazionario, eventualmente un ETF mercati emergenti.
Cos’è un PAC: Piano di Accumulo
Uno dei modi migliori per iniziare a investire è il Piano di Accumulo del Capitale. Un PAC consiste nell’investire una cifra ogni mese (ad es. 100 o 200€ al mese) invece di investire tutto in una volta.
Questo sistema ha molti vantaggi. Il principale è che riduce il rischio di investire tutto nel momento sbagliato. I mercati salgono e scendono continuamente, quindi investendo ogni mese si compra a prezzi diversi e si fa una media nel tempo.
Il PAC è particolarmente adatto a chi:
ha uno stipendio mensile
riesce a risparmiare ogni mese
vuole investire nel lungo periodo
non vuole preoccuparsi troppo del momento giusto per entrare
Nel lungo periodo, la costanza conta molto più del momento perfetto per investire.
Come scegliere un ETF
Quando si sceglie un ETF non bisogna guardare solo quanto è salito l’anno scorso. Ci sono alcune caratteristiche molto importanti da controllare.
L’indice replicato è la cosa più importante, perché determina in cosa stai investendo.
I costi (TER) dovrebbero essere bassi, perché nel lungo periodo i costi incidono molto sul rendimento. Anche se una commissione dell’1% sembra piccola, su 20 o 30 anni di investimento può 'mangiarsi' una parte enorme dei tuoi guadagni, perché ogni euro pagato in costi è un euro che non genera più interessi per te.
La dimensione del fondo è importante perché se un ETF è troppo piccolo, ci sono pochi scambi. Questo significa che potrebbe essere più difficile vendere le proprie quote velocemente o che potresti dover accettare un prezzo meno vantaggioso.
Un’altra differenza è tra ETF ad accumulazione, che reinvestono i guadagni per far crescere il tuo capitale, e ETF a distribuzione, che invece ti accreditano i soldi dei dividendi direttamente sul conto. Per chi investe nel lungo periodo, spesso gli ETF ad accumulazione sono più efficienti perché sfruttano meglio l’interesse composto.
Dove investire in ETF
Per comprare ETF serve una piattaforma di investimento. Due piattaforme molto utilizzate sono Moneyfarm ed eToro.
Moneyfarm permette di investire in due modi: gestione patrimoniale con portafogli di ETF gestiti automaticamente o conto titoli tradizionale per comprare manualmente ETF e azioni. Quindi può essere utilizzato sia da chi vuole delegare tutto (più semplice ma meno redditizio) sia da chi vuole scegliere personalmente gli investimenti.
eToro invece permette di: comprare ETF e azioni manualmente, copiare altri investitori con il copy trading, creare un portafoglio personalizzato. Se vuoi approfondire eToro puoi leggere la guida dedicata:
Esempio pratico: investire ogni mese
Per capire quanto può essere utile investire nel lungo periodo, facciamo un esempio semplice. Immaginiamo di investire: 100€ al mese:
In un anno investi 1.200€
In 10 anni investi 12.000€
In 20 anni investi 24.000€
In 30 anni investi 36.000€
Con un rendimento medio del 5–6%, dopo 30 anni il capitale potrebbe arrivare indicativamente a 70.000-80.000€. Quindi:
Soldi versati: 36.000€
Capitale finale: circa 75.000€
Guadagno generato dagli interessi: circa 40.000€
Questo fa capire quanto sia potente il tempo negli investimenti ed è dovuto all’interesse composto, cioè gli interessi che generano altri interessi nel tempo.
Il tempo è la variabile più importante negli investimenti: iniziare presto è più importante che investire tanto.
Errori da evitare quando si inizia a investire
Quando si inizia a investire è molto facile fare errori, soprattutto per l’emotività. Gli errori più comuni sono:
investire senza fondo di emergenza
investire soldi che serviranno a breve
vendere quando il mercato scende
controllare il portafoglio ogni giorno
non diversificare
cambiare strategia continuamente
investire seguendo le mode
aspettarsi guadagni veloci
Investire dovrebbe essere un’attività noiosa, costante e di lungo periodo, non qualcosa di emozionante.
Conclusione
Investire è uno degli ultimi passi nella gestione del denaro, ma è quello che nel lungo periodo può fare la differenza più grande.
Risparmiare ti permette di accumulare soldi.
Investire ti permette di farli crescere.
Non serve essere esperti di finanza, ma serve soprattutto costanza, pazienza diversificazione, lungo periodo.
Se anche per te è giunto il momento di provare a investire in ETF, Tuttocashback suggerisce di farlo con Moneyfarm ed eToro, i due strumenti più semplici per investire.
Domande frequenti
Quanto bisogna investire per iniziare?
Si può iniziare anche con 50 o 100 euro al mese tramite un piano di accumulo.
Meglio investire tutto subito o ogni mese?
Per chi inizia spesso è meglio investire ogni mese con un PAC.
Gli ETF sono sicuri?
Non sono sicuri in assoluto, e sono meno sicuri di un conto deposito. Si tratta però di strumenti diversificati, meno rischiosi rispetto a investire in singole azioni.
Quanto si guadagna con gli ETF?
Dipende dal mercato, ma nel lungo periodo molti portafogli azionari hanno avuto rendimenti medi tra il 5% e il 7% annuo.
Per quanto tempo bisogna investire?
Gli ETF sono strumenti pensati per investimenti di medio-lungo periodo, almeno 5–10 anni.
Sei under 30 e vuoi scoprire come mettere da parte i primi soldi e iniziare ad investire? Segui la guida TuttoCashback:
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