Conti deposito vs conti correnti: come proteggere i risparmi dall’inflazione
Scopri perché lasciare i soldi fermi su un conto corrente non conviene e come scegliere il miglior conto deposito per far fruttare i tuoi risparmi in sicurezza.
Lasciare i soldi fermi sul conto corrente può sembrare una scelta prudente, ma in realtà è un errore che costa caro. L’inflazione, infatti, riduce progressivamente il potere d’acquisto del denaro. Se i prezzi aumentano del 5% all’anno e i tuoi risparmi restano senza rendimento, fra pochi anni potrai comprare molto meno con la stessa somma.
Per proteggersi da questa erosione silenziosa, sempre più persone valutano alternative come i conti deposito, che offrono rendimenti maggiori rispetto ai conti correnti tradizionali. Ma qual è la differenza reale tra i due strumenti?
Conto corrente: pratico ma poco redditizio
Il conto corrente è uno strumento di gestione quotidiana: permette di accreditare lo stipendio, pagare bollette, effettuare bonifici e prelievi. Tuttavia, i soldi parcheggiati restano praticamente “fermi”: la maggior parte dei conti correnti oggi non riconosce interessi, o nel migliore dei casi offre tassi vicini allo zero.
Il vero rischio, quindi, è quello inflazionistico: il denaro perde valore senza generare alcun guadagno.
Conto deposito: come funziona
Il conto deposito, invece, è pensato per far fruttare i risparmi. In cambio del vincolo delle somme per un certo periodo (da pochi mesi a diversi anni), la banca riconosce un interesse. Esistono due tipologie:
conto deposito vincolato, che blocca il denaro per un tempo stabilito, offrendo tassi più alti
conto deposito libero, che consente di ritirare le somme in qualsiasi momento, con interessi generalmente più bassi
Grazie alla concorrenza tra banche, i rendimenti sono oggi molto più interessanti: in media i migliori conti deposito offrono tra il 3% e il 4,5% lordo annuo (dati 2025).
Come valutare un conto deposito: tutorial pratico
Per scegliere il conto deposito più adatto alle tue esigenze, è utile considerare alcuni fattori chiave:
Affidabilità della banca – I depositi sono coperti fino a 100.000 € per depositante dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. È comunque prudente verificare la solidità dell’istituto. E’ inoltre consigliabile non vincolare somme maggiori a 100.000 € presso lo stesso istituto bancario.
Durata del vincolo – Più lungo è il vincolo, maggiori sono i tassi di interesse, ma minore la flessibilità. Chi pensa di aver bisogno dei soldi a breve dovrebbe preferire conti liberi o vincoli brevi.
Tasso di interesse – È importante distinguere tra rendimento lordo e netto. Gli interessi sono tassati al 26% e si applica inoltre l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul capitale depositato (che però a volte viene pagata direttamente dalla banca e quindi non va considerata).
Ad esempio: un rendimento annuale lordo del 4% su 10.000 € equivale a circa 296 € netti dopo tasse e bollo.
Promozioni e condizioni – Alcune banche offrono tassi più alti per i nuovi clienti o vincoli particolari; conviene leggere bene le condizioni.
Conti deposito: rischi e garanzie
Il principale “rischio” di un conto deposito è la scarsa liquidità: se i soldi sono vincolati, non si possono usare fino alla scadenza senza perdere parte degli interessi. Alcune banche propongono conti deposito ibridi: ad esempio, alcuni istituti offrono tassi di interesse intermedi tra i conti deposito vincolati e liberi e la possibilità di svincolare le somme dopo un periodo di tempo limitato (in genere un mese).
Sul fronte della sicurezza, invece, il capitale è tutelato fino a 100.000 € dal Fondo Interbancario: questo significa che, anche in caso di default della banca, i tuoi risparmi fino a quella soglia sono garantiti.
In sintesi: conto corrente o conto deposito?
Il conto corrente resta indispensabile per la gestione quotidiana, ma non è uno strumento di investimento.
Il conto deposito è una scelta efficace per proteggere i risparmi dall’inflazione, ottenere un rendimento e costruire un “cuscinetto” sicuro.
Per questo, molti risparmiatori oggi scelgono di mantenere sul conto corrente solo le somme necessarie per le spese correnti, destinando il resto a un conto deposito.
FAQ
1. I conti deposito sono sicuri?
Sì, fino a 100.000 € per depositante grazie alla copertura del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
2. Cosa succede se ho bisogno dei soldi prima della scadenza?
Dipende dal contratto: con i conti liberi puoi ritirarli in qualsiasi momento, con i conti vincolati rischi di non poterli ritirare o di perdere parte o tutti gli interessi maturati.
3. Quanto si guadagna davvero con un conto deposito?
Il guadagno dipende dal tasso lordo, dalla durata e dalle tasse. Ad esempio, un conto al 4% lordo produce circa il 3% netto annuo al netto di imposte e bollo.
4. Conviene sempre scegliere il vincolo più lungo?
Non sempre: se pensi di avere bisogno di liquidità in tempi brevi, meglio vincoli più corti o conti liberi, anche a costo di un tasso inferiore.
5. Il conto deposito sostituisce il conto corrente?
No, il conto corrente resta indispensabile per le operazioni quotidiane. Il conto deposito è complementare, utile per far fruttare la parte di risparmi che non serve subito.


